“In qualche posto, nel suo cuore, con vecchi e nuovi colori”

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BOCCADASSE, IL BORGO MARINARO


Palazzata di via Gramsci, Porto Antico

foto©Aleyakke


Salita degli Angeli

Il termine “creuse”   sta ad indicare i percorsi che dal porto salivano, su per i crinali a raggiungere i valichi più agevoli dell’Appennino e che si collegavano ad altri itinerari che seguivano l’andamento delle curve di livello.
Le “montate” o “creuse di monte” costituivano dunque la vitale forma di collegamento fra la città marinara, le alture e l’Oltregiogo; diversamente, le “creuse di mare”  erano state tracciate per collegare le ville (in allora fuori porta) alle vie da e per la città oppure si snodavano lungo giardini e orti su per le pendenze collinari in faccia al mare.

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Genova, per me

Per noi genovesi la nostra città, con le sue straordinarie stagioni, i suoi cieli limpidi e la macaja du sciocu che ci strema, da qualunque posto la guardiamo, valle per valle, ci lascia sempre sorpresi per la sua generosità di panorami oppure avventurosamente col naso in su tra le torreggianti facciate dei suoi meravigliosi palazzi del Centro storico che sfociano in piazze generose di affresci, portali e finestroni, per noi old genovesi abbiamo ancora sulle spalle e negli occhi le sfide a “cavalli marci”, le battaglie tra i ragazzi della Maddalena e San Giorgio padroni incontrastati dei vicoli.
Quando c’è il vento gelido di tramontana siamo invitati come un rito a prenderci un gelato a Boccadasse, passeggiando lungo l’inimitabile Corso Italia, dall’imprendibile visione dal Belvedere di Castelletto, la gioia del fischio del Trenino di Casella che echeggia in Val Bisagno, il mare di Nervi, sbalorditi dalla bellezza delle nostre ammiraglie navi passeggere all’attracco della Stazione Marittima… insomma, Genova per noi…


BOCCADASSE, sul fondo Sturla-Quarto

Boccadasse è il punto di arrivo delle passeggiate domenicali dei genovesi in Corso Italia, il bellissimo lungomare di Genova. Appena arrivati alla chiesa di Sant’Antonio si accede ad un belvedere da cui si vede lo scenario completo del borgo. Si scende una scalinata e subito si è immersi in un’Italia intima romantica che non ci si sarebbe mai aspettato in mezzo a una grande città..

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Mercato Orientale, banchi del pesce e dell’ortofrutta

La storia del Mercato Orientale è strettamente legata alla nascita della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, la cui costruzione ebbe inizio nel 1684 e a quella dell’annesso convento la cui costruzione ebbe inizio pochi anni dopo, nel 1699.

Il convento fu un progetto grandioso che però non venne mai portato a termine, le strutture del convento, incompiute, accolsero non soltanto frati ma anche piccole botteghe. Si vennero così a creare  attività profane.  Due secoli dopo sarà proprio il chiostro ad ospitare la costruzione voluta dal comune come sede permanente di un mercato.

(http://www.mercatoorientale.org/it/la-nostra-storia.html)

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La Cattedrale di San Lorenzo

Al centro della città, stretta fra i vicoli e le piazzette del centro storico e dedicata al martire, la cattedrale di San Lorenzo è sicuramente un simbolo di Genova. Costruita all’inizio del XIV secolo, la sua suggestiva facciata stretta fra le due torri presenta i portali nel tipico gotico locale genovese, mentre le statue dei due leoni di marmo risalenti all’Ottocento sembrano vegliare sulla famosa Cattedrale. L’interno è a tre navate divise tra loro da colonne sormontate da finti matronei di epoca gotica e da arcate romaniche. La navata centrale è rivestita interamente in marmo. Nella navata di sinistra troviamo la Cappella di San Giovanni Battista costruita nel 1465, mentre nella navata di destra si accede al Museo del Tesoro di San Lorenzo dove si possono ammirare oggetti sacri preziosi tra cui il Sacro Catino ritenuto dai cattolici il piatto usato da Gesù nell’ultima Cena.

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piazzetta a Boccadasse

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Sotto la Ripa levante

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