“In qualche posto, nel suo cuore, con vecchi e nuovi colori”

pictures

Terrazzo ottocentesco su Tommaseo

foto©Aleyakke

Annunci

TEATRO CARLO FELICE, STATUA EQUESTRE GIUSEPPE GARIBALDI

foto©Aleyakke


Lanterna sul fondo del Centro storico

foto©Aleyakke


Tramonto sul WTC


Torrente Bisagno (tra via Moresco e corso Galliera)

foto©Aleyakke (dopo due giorni di piogge intense)

 

foto©Aleyakke


SOTTO LA RIPA DI PONENTE (antiche attività)

 

foto©Aleyakke

foto©Aleyakke


Cimitero di Staglieno, ingresso con i primi campi.

Il cimitero monumentale di Staglieno, nel cuore di Genova è uno dei più grandi d’Europa, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Nei primi dell’800, per cause igieniche, vennero spostati i luoghi di sepoltura fuori dalle città, anche Genova seguì le direttive di Napoleone ma solo dopo la grande epidemia di colera del 1835 che mieté moltissime vittime. Una di queste fu Carlo Barabino (Genova 1768-1835) architetto ed urbanista,al quale era stato affidato l’incarico della progettazione del cimitero.


La spiaggia di Sturla e punta S. Chiara


Ponte di S. Agata, torrente Bisagno

Torrente Bisagno.
In passato il Bisagno, come un lungo serpentone che scendeva dalla montagna, serviva per trasportare verso il porto da Calvari (frazione sulle alture di Davagna) il legno di castagno destinato alla costruzione delle navi.

Nella parte finale del suo percorso, attraversa i quartieri genovesi di Prato, Doria, Giro del Fullo, Molassana, San Gottardo, San Sebastiano, Gavette, Staglieno, Marassi, Borgo Incrociati, Borgo Pila e Foce.
__________
Ponte di S. Agata.
Pesantemente danneggiato durante la tragica alluvione del 7 ottobre 1970 che causò oltre venti morti, principalmente nella zona della stazione ferroviaria di Genova Brignole, e nella quale del ponte crollarono due delle arcate lasciate libere, cui seguì ancora il crollo dell’arcata rimasta sulla sponda di Levante nei successivi fenomeni alluvionali degli anni novanta, il ponte sul Bisagno è stato definitivamente chiuso. Quello che ne rimane sono solo pochi resti, due arcate cui sono stati posti alcuni tiranti metallici per evitare il crollo totale.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Bisagno)

foto©Aleyakke


Palazzata di via Gramsci, Porto Antico

foto©Aleyakke


La spianata di Castelletto e l’ascensore di Portello

foto©Aleyakke


Belvedere L. Montaldo

Il porto e la Lanterna dalla Spianata verso ovest.

“Quando deciderò di andare in Paradiso, lo farò con l’ascensore di Castelletto”  (L. Caproni)

foto©Aleyakke


Salita degli Angeli

Il termine “creuse”   sta ad indicare i percorsi che dal porto salivano, su per i crinali a raggiungere i valichi più agevoli dell’Appennino e che si collegavano ad altri itinerari che seguivano l’andamento delle curve di livello.
Le “montate” o “creuse di monte” costituivano dunque la vitale forma di collegamento fra la città marinara, le alture e l’Oltregiogo; diversamente, le “creuse di mare”  erano state tracciate per collegare le ville (in allora fuori porta) alle vie da e per la città oppure si snodavano lungo giardini e orti su per le pendenze collinari in faccia al mare.

foto©Aleyakke


Mercato Orientale, banchi del pesce e dell’ortofrutta

La storia del Mercato Orientale è strettamente legata alla nascita della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, la cui costruzione ebbe inizio nel 1684 e a quella dell’annesso convento la cui costruzione ebbe inizio pochi anni dopo, nel 1699.

Il convento fu un progetto grandioso che però non venne mai portato a termine, le strutture del convento, incompiute, accolsero non soltanto frati ma anche piccole botteghe. Si vennero così a creare  attività profane.  Due secoli dopo sarà proprio il chiostro ad ospitare la costruzione voluta dal comune come sede permanente di un mercato.

(http://www.mercatoorientale.org/it/la-nostra-storia.html)

foto©Aleyakke


piazzetta a Boccadasse

foto©Aleyakke


Sotto la Ripa levante

foto©Aleyakke