“In qualche posto, nel suo cuore, con vecchi e nuovi colori”

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Salita degli Angeli

Il termine “creuse”   sta ad indicare i percorsi che dal porto salivano, su per i crinali a raggiungere i valichi più agevoli dell’Appennino e che si collegavano ad altri itinerari che seguivano l’andamento delle curve di livello.
Le “montate” o “creuse di monte” costituivano dunque la vitale forma di collegamento fra la città marinara, le alture e l’Oltregiogo; diversamente, le “creuse di mare”  erano state tracciate per collegare le ville (in allora fuori porta) alle vie da e per la città oppure si snodavano lungo giardini e orti su per le pendenze collinari in faccia al mare.

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Via Gramsci e darsena

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La Foce oggi

La Foce, un tempo spiaggia e campi da calcio...

“Ricordo che c’erano solo i relitti delle chiatte da sbarco,
quello che era il parco giochi di chi sognava l’avventura
e lungo tutta la Foce l’acqua era limpida e pura
e sugli scogli i pescatori avevano la mano sicura:
è così che tanti anni fa era il nostro quartiere…”
Bruno Lauzi


“A Lanterna”

La snella figura della Torre del Faro, chiamata nell’antico linguaggio popolare Lanterna, è il simbolo più famoso che rappresenta la città in Italia e nel mondo. Dall’alto dei suoi 76 metri domina il porto e il centro storico.

http://www.fortidigenova.com/lanterna.html

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Genova, per me

Per noi genovesi la nostra città, con le sue straordinarie stagioni, i suoi cieli limpidi e la macaja du sciocu che ci strema, da qualunque posto la guardiamo, valle per valle, ci lascia sempre sorpresi per la sua generosità di panorami oppure avventurosamente col naso in su tra le torreggianti facciate dei suoi meravigliosi palazzi del Centro storico che sfociano in piazze generose di affresci, portali e finestroni, per noi old genovesi abbiamo ancora sulle spalle e negli occhi le sfide a “cavalli marci”, le battaglie tra i ragazzi della Maddalena e San Giorgio padroni incontrastati dei vicoli.
Quando c’è il vento gelido di tramontana siamo invitati come un rito a prenderci un gelato a Boccadasse, passeggiando lungo l’inimitabile Corso Italia, dall’imprendibile visione dal Belvedere di Castelletto, la gioia del fischio del Trenino di Casella che echeggia in Val Bisagno, il mare di Nervi, sbalorditi dalla bellezza delle nostre ammiraglie navi passeggere all’attracco della Stazione Marittima… insomma, Genova per noi…


Trenino storico Genova-Casella

Carrozza storica con ambientazione belle époque, usata prevalentemente dagli sposi dopo la cerimonia.

Aperta all’esercizio nel 1929 (a fine lavori, iniziati con la cerimonia della posa della prima pietra il 26 giugno 1921), collega la città di Genova – dalla stazione di piazza Manin – all’abitato del comune di Casella, attraverso un percorso totalmente montano lungo 24,318 chilometri che tocca tre valli differenti: la Valbisagno, la Valpolcevera e la Valle Scrivia.
La linea è a scartamento ridotto di 1 metro, ed a trazione elettrica. Con undici coppie giornaliere di treni trasporta circa 250 mila passeggeri l’anno. Il tempo di percorrenza dell’intera linea è di circa 50 minuti.
Le altimetrie toccate sono le seguenti: dalla quota di 93 metri s.l.m. della stazione di Genova Piazza Manin si passa in nove chilometri ai 370 m di località Trensasco, per giungere a 410 metri di altitudine del capolinea di Casella dopo aver valicato lo spartiacque della frazione di Crocetta d’Orero, a 458 metri s.l.m. La pendenza massima è del 45‰.
Oltre ai comuni di Genova e Casella, la linea attraversa anche i territori dei comuni di Sant’Olcese e Serra Riccò.

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Mercato Orientale, banchi del pesce e dell’ortofrutta

La storia del Mercato Orientale è strettamente legata alla nascita della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, la cui costruzione ebbe inizio nel 1684 e a quella dell’annesso convento la cui costruzione ebbe inizio pochi anni dopo, nel 1699.

Il convento fu un progetto grandioso che però non venne mai portato a termine, le strutture del convento, incompiute, accolsero non soltanto frati ma anche piccole botteghe. Si vennero così a creare  attività profane.  Due secoli dopo sarà proprio il chiostro ad ospitare la costruzione voluta dal comune come sede permanente di un mercato.

(http://www.mercatoorientale.org/it/la-nostra-storia.html)

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XX Settembre levante


Porto turistico e Biosfera


Sturla, la spiaggia (monte di Portofino, sul fondo)


Piazza della Annunziata


Porta Soprana

Porta Soprana (da Superana) era un tempo la principale porta d’accesso alla città di Genova.
È una delle principali architetture medioevali in pietra del capoluogo ligure ed è situata sulla sommità del Piano di Sant’Andrea, a breve distanza dal quartiere storico di Ravecca, l’antico oppidum cittadino. Poco distante da essa si trova la casa-museo di Cristoforo Colombo.

Una iscrizione latina su una torre cita:

†;  Nel nome di Dio onnipotente, Padre Figlio e Spirito Santo. Amen
Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura
e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici.
Se pace tu porti, accostati pure a queste porte,
se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai.
Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l’Oriente sanno
su quali enormi fremiti di guerre io Genova abbia prevalso.

<http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Soprana&gt;

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La Cattedrale di San Lorenzo

Al centro della città, stretta fra i vicoli e le piazzette del centro storico e dedicata al martire, la cattedrale di San Lorenzo è sicuramente un simbolo di Genova. Costruita all’inizio del XIV secolo, la sua suggestiva facciata stretta fra le due torri presenta i portali nel tipico gotico locale genovese, mentre le statue dei due leoni di marmo risalenti all’Ottocento sembrano vegliare sulla famosa Cattedrale. L’interno è a tre navate divise tra loro da colonne sormontate da finti matronei di epoca gotica e da arcate romaniche. La navata centrale è rivestita interamente in marmo. Nella navata di sinistra troviamo la Cappella di San Giovanni Battista costruita nel 1465, mentre nella navata di destra si accede al Museo del Tesoro di San Lorenzo dove si possono ammirare oggetti sacri preziosi tra cui il Sacro Catino ritenuto dai cattolici il piatto usato da Gesù nell’ultima Cena.

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Il borgo marinaro di Boccadasse

Boccadasse è il punto di arrivo delle passeggiate domenicali dei genovesi in Corso Italia, il bellissimo lungomare di Genova. Appena arrivati alla chiesa di Sant’Antonio si accede ad un belvedere da cui si vede lo scenario completo del borgo. Si scende una scalinata e subito si è immersi in un’Italia intima romantica che non ci si sarebbe mai aspettato in mezzo a una grande città..

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Capo S. Chiara


S. Lorenzo


la targa


un’altra prospettiva di S. Brigida


Piazza dei truogoli di S. Brigida

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Piazza Truogoli di Santa Brigida. Piazza dedicata alla Santa nelle cui vicinanze sorgevano due conventi ed una chiesa a lei dedicati.


scogliera a Nervi

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ai Macelli di Soziglia

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il leone di San Lorenzo

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mareggiata in Corso Italia

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per il Paradiso

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colori in Borgo Incrociati

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case al Carmine

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Villa Gruber

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