Il cimitero monumentale di Staglieno, nel cuore di Genova è uno dei più grandi d’Europa, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Nei primi dell’800, per cause igieniche, vennero spostati i luoghi di sepoltura fuori dalle città, anche Genova seguì le direttive di Napoleone ma solo dopo la grande epidemia di colera del 1835 che mieté moltissime vittime. Una di queste fu Carlo Barabino (Genova 1768-1835) architetto ed urbanista,al quale era stato affidato l’incarico della progettazione del cimitero.
Torrente Bisagno.
In passato il Bisagno, come un lungo serpentone che scendeva dalla montagna, serviva per trasportare verso il porto da Calvari (frazione sulle alture di Davagna) il legno di castagno destinato alla costruzione delle navi.
Nella parte finale del suo percorso, attraversa i quartieri genovesi di Prato, Doria, Giro del Fullo, Molassana, San Gottardo, San Sebastiano, Gavette, Staglieno, Marassi, Borgo Incrociati, Borgo Pila e Foce.
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Ponte di S. Agata.
Pesantemente danneggiato durante la tragica alluvione del 7 ottobre 1970 che causò oltre venti morti, principalmente nella zona della stazione ferroviaria di Genova Brignole, e nella quale del ponte crollarono due delle arcate lasciate libere, cui seguì ancora il crollo dell’arcata rimasta sulla sponda di Levante nei successivi fenomeni alluvionali degli anni novanta, il ponte sul Bisagno è stato definitivamente chiuso. Quello che ne rimane sono solo pochi resti, due arcate cui sono stati posti alcuni tiranti metallici per evitare il crollo totale.
(http://it.wikipedia.org/wiki/Bisagno)
foto©Aleyakke
Il termine “creuse“ sta ad indicare i percorsi che dal porto salivano, su per i crinali a raggiungere i valichi più agevoli dell’Appennino e che si collegavano ad altri itinerari che seguivano l’andamento delle curve di livello.
Le “montate” o “creuse di monte” costituivano dunque la vitale forma di collegamento fra la città marinara, le alture e l’Oltregiogo; diversamente, le “creuse di mare” erano state tracciate per collegare le ville (in allora fuori porta) alle vie da e per la città oppure si snodavano lungo giardini e orti su per le pendenze collinari in faccia al mare.
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Aperta all’esercizio nel 1929 (a fine lavori, iniziati con la cerimonia della posa della prima pietra il 26 giugno 1921), collega la città di Genova – dalla stazione di piazza Manin – all’abitato del comune di Casella, attraverso un percorso totalmente montano lungo 24,318 chilometri che tocca tre valli differenti: la Valbisagno, la Valpolcevera e la Valle Scrivia.
La linea è a scartamento ridotto di 1 metro, ed a trazione elettrica. Con undici coppie giornaliere di treni trasporta circa 250 mila passeggeri l’anno. Il tempo di percorrenza dell’intera linea è di circa 50 minuti.
Le altimetrie toccate sono le seguenti: dalla quota di 93 metri s.l.m. della stazione di Genova Piazza Manin si passa in nove chilometri ai 370 m di località Trensasco, per giungere a 410 metri di altitudine del capolinea di Casella dopo aver valicato lo spartiacque della frazione di Crocetta d’Orero, a 458 metri s.l.m. La pendenza massima è del 45‰.
Oltre ai comuni di Genova e Casella, la linea attraversa anche i territori dei comuni di Sant’Olcese e Serra Riccò.
foto©Aleyakke

Boccadasse è il punto di arrivo delle passeggiate domenicali dei genovesi in Corso Italia, il bellissimo lungomare di Genova. Appena arrivati alla chiesa di Sant’Antonio si accede ad un belvedere da cui si vede lo scenario completo del borgo. Si scende una scalinata e subito si è immersi in un’Italia intima romantica che non ci si sarebbe mai aspettato in mezzo a una grande città..
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La storia del Mercato Orientale è strettamente legata alla nascita della chiesa di Nostra Signora della Consolazione, la cui costruzione ebbe inizio nel 1684 e a quella dell’annesso convento la cui costruzione ebbe inizio pochi anni dopo, nel 1699.
Il convento fu un progetto grandioso che però non venne mai portato a termine, le strutture del convento, incompiute, accolsero non soltanto frati ma anche piccole botteghe. Si vennero così a creare attività profane. Due secoli dopo sarà proprio il chiostro ad ospitare la costruzione voluta dal comune come sede permanente di un mercato.
(http://www.mercatoorientale.org/it/la-nostra-storia.html)
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Porta Soprana (da Superana) era un tempo la principale porta d’accesso alla città di Genova.
È una delle principali architetture medioevali in pietra del capoluogo ligure ed è situata sulla sommità del Piano di Sant’Andrea, a breve distanza dal quartiere storico di Ravecca, l’antico oppidum cittadino. Poco distante da essa si trova la casa-museo di Cristoforo Colombo.Una iscrizione latina su una torre cita:
†; Nel nome di Dio onnipotente, Padre Figlio e Spirito Santo. Amen
Sono sorvegliata da soldati, circondata da splendide mura
e scaccio lontano con il mio valore i dardi nemici.
Se pace tu porti, accostati pure a queste porte,
se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai.
Il Meridione e il Ponente, il Settentrione e l’Oriente sanno
su quali enormi fremiti di guerre io Genova abbia prevalso.<http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Soprana>
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Al centro della città, stretta fra i vicoli e le piazzette del centro storico e dedicata al martire, la cattedrale di San Lorenzo è sicuramente un simbolo di Genova. Costruita all’inizio del XIV secolo, la sua suggestiva facciata stretta fra le due torri presenta i portali nel tipico gotico locale genovese, mentre le statue dei due leoni di marmo risalenti all’Ottocento sembrano vegliare sulla famosa Cattedrale. L’interno è a tre navate divise tra loro da colonne sormontate da finti matronei di epoca gotica e da arcate romaniche. La navata centrale è rivestita interamente in marmo. Nella navata di sinistra troviamo la Cappella di San Giovanni Battista costruita nel 1465, mentre nella navata di destra si accede al Museo del Tesoro di San Lorenzo dove si possono ammirare oggetti sacri preziosi tra cui il Sacro Catino ritenuto dai cattolici il piatto usato da Gesù nell’ultima Cena.
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In via del Campo, piazzetta del Campo c’è il Negozio Museo dedicato a Fabrizio De Andrè, dove si può vedere la mitica chitarra: Estevè
Boccadasse è il punto di arrivo delle passeggiate domenicali dei genovesi in Corso Italia, il bellissimo lungomare di Genova. Appena arrivati alla chiesa di Sant’Antonio si accede ad un belvedere da cui si vede lo scenario completo del borgo. Si scende una scalinata e subito si è immersi in un’Italia intima romantica che non ci si sarebbe mai aspettato in mezzo a una grande città..
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